Partiti da Tirano per il consueto giretto del dopo-lavoro, abbiamo fatto una sosta presso l'ottimo negozio Valtellina Bike di Tovo per una piccola messa a punto e quindi ci siamo avviati.
In realtà, almeno nelle intenzioni, si trattava solamente di andare a vedere dov'era l'attacco di questa mostruosa salita.
Quindi ci siamo avviati e poi, già che ci trovavamo, siamo andati fino in cima.
Visto il vociferare sulla tappa del giro d'Italia 2012, che dovrebbe passare di qui, volevamo anticipare l'immancabile assalto a questo "trofeo".
Salita affrontata con le specialissime.. io con il 34x27 e il mio amico con il 34x28, entrambi giovanotti sulla cinquatina temerari e attirati dalle sfide "impossibili".
Info anche sul sito salite.ch, dal quale si può osservare il seguente grafico
La salita ha continui strappi anche violenti, alternati a brevi tratti dove si può respirare.
Particolarmente stretta ed immersa quasi completamente nella boscaglia, prima di castagni e poi, man mano che si prende quota, di betulle, pini, larici e abeti.
Ci arriviamo stringendo i denti in più di un'occasione, fino a raggiungere un bivio che ci indica, sulla nostra sinistra, la direzione Lot-Mortirolo.
Da qui e per 1.5 km la strada diventa sterrata e in leggera discesa, per poi risalire per un breve tratto con pendenze severe, percorribile a mio parere solo in condizioni di asciutto.
Abbiamo dovuto infatti fare ricorso ad una certa perizia soprattutto quando la pendenza ci ha obbligati a salire sui pedali, dal momento che la ruota posteriore scivolava via perdendo aderenza.
Poco dopo ci siamo trovati di fronte il tratto veramente infernale, di bitume bianco, con un 300-400 metri davvero al limite del disumano che ci hanno obbligato al fuori sella e a controllare costantemente la frequenza cardica ormai impazzita.
Superato lo scoglio più importante abbiamo proseguito verso il tratto finale che al confronto ci è sembrato quasi una passeggiata, fino a scollinare collegandoci alla strada proveniente da Mazzo ad una quota di poco superiore ai 1.700 mt slm
Al ritorno poi si era fatto tardi ed abbiamo quindi provato il brivido - oltre a quello indotto dal freddo - di scendere dal Mortirolo fino a Mazzo con il buio della sera che incalzava. Uno spettacolo fantastico la
luce del crepuscolo con i paesi del fondo valle già illuminati e lo specchio della diga di Lovero che rifletteva l'ultima luce verso occidente.
Poi sull'ultimo tratto del sentiero Valtellina verso Tirano (non illuminato) abbiamo dovuto inserire il pilota automatico per non andare a schiantarci contro un qualche albero
PS
Resto comunque dell'idea che sia una salita più adatta alla mtb che alla bici da strada








